Stando alla testimonianza dell'albergatore presso cui
alloggiava a Torino, la crisi finale della malattia di Nietzsche, quella
che lo gettò una volta per tutte nelle tenebre della follia,
fu preceduta da un lungo e forsennato suonare il piano. Il fatto apparentemente
marginale può invece avere una certa rilevanza nel definire il
rapporto intimo e continuo di Nietzsche con la musica. Non la musica
teorizzata dello "spirito della musica" e del dionisiaco,
ma quella vissuta di chi la musica sa non solo pensarla, ma anche suonarla
e, come nel caso di Nietzsche, scriverla. Musica che diventa manifestazione
di un'interiorità che non può esprimersi solo verbalmente.
In questo senso la presentazione, sia pure molto circoscritta, di alcune
pagine musicali composte da Nietzsche, può assumere il valore
di una testimonianza incomparabile sull'uomo Nietzsche, molto più
che sul filosofo.
A ben ascoltare infatti, si potrebbe quasi dire che tra la filosofia
e la musica di Nietzsche l'unico legame è quello di essere state
concepite dalla stessa persona, quasi a segnalare una discrasia forte
tra una sfera intellettuale di lucidissimo e raffinato razionalismo
e di straordinaria potenza, che si muove in un'aria estremamente rarefatta,
e una sfera emotiva fondamentalmente, ma anche quasi ingenuamente passionale
e, perché no, tenera.
Vero è anche però che laddove nella filosofia emergono
non solo la profondità e l'originalità, ma anche la "professionalità"
che hanno fatto di Nietzsche un maestro del pensiero contemporaneo,
in musica Nietzsche è palesemente amatoriale. Un amatore raffinato,
anche dal punto di vista tecnico, ma certo non in grado di eguagliare
lo sforzo creativo dei musicisti della sua epoca che vede compositori
di estremo valore e anche di notevole portata innovativa, basti pensare
non solo alla coppia antipodica Wagner-Brahms, ma anche a Debussy, a
Berlioz, a Scrijabin, per citare solo i nomi più ovvii. E tuttavia,
la musica di Nietzsche non è mero sfogo sentimentale. Se forse
è eccessivo considerare Nietzsche come uno degli anelli di quel
processo di sviluppo e dissoluzione della musica tardoromantica che
conduce all'atonalismo, non si può nemmeno trascurare la presenza
di alcune interessanti intuizioni armoniche che forzano i limiti dell'ambientazione
brahmsiana entro cui le pagine musicali di Nietzsche sembrano per lo
più muoversi. Quelle stesse intuizioni che probabilmente portarono
il classicissimo, ma anche "avvelenato", Hans von Bulow a
definire impietosamente alcune composizioni nietzscheane "il peggior
stupro di Euterpe" che gli fosse capitato di sentire. Certo si
tratta delle composizioni di un dilettante, ma sostanzialmente di forma
alquanto classica, o quantomeno canonica per la sua epoca con una tradizionale
dominio della linea tematica, piuttosto cantabile, su una base armonica
per lo più non particolarmente originale, ma neppure così
inascoltabili. Viene allora il sospetto che ciò che urtasse il
famoso direttore d'orchestra e pianista, fossero proprio certe libertà
armoniche, di effetto abbastanza duro e stridente, che, pure nella approssimazione
della tecnica compositiva del filosofo, alludevano a sviluppi dissolutorii
dell'armonia classica prossimi a manifestarsi in tutta la loro potere
rivoluzionario.
Nietzsche dissolutore e innovatore anche in musica, allora? Probabilmente
no. Forse solo un'ulteriore manifestazione di quella sensibilità
estrema per i movimenti epocali, anche minimi, che costituisce il fondamento
della raffinata analisi critica della modernità che Nietzsche
pratica nelle sue opere filosofiche. Una capacità di ascoltare
e di auscultare i più minimi fremiti di una cultura, quella europea,
che prolifera per disgregazione, la cultura della décadence.
Consegniamo questi brani ai fruitori del nostro sito per
il loro piacere e la loro curiosità, ma anche come un ulteriore
spunto di riflessione su uno degli spiriti più affascinanti e
profondi della nostra epoca.
(S.F.)
Per chi fosse interessato all'edizione degli spartiti
di Nietzsche ricordiamo:
F. Nietzsche, Der musikalische Nachlass, (ed.: Curt
Paul Janz), Basel, 1976
1
- Heldenklage
2
- Ungarischer Marsch
3
- So lach doch mal
4
- Da geht ein Bach
5
- Im Mondschein auf der Puszta