FW KGW=V-2.203

Sternen-Freundschaft.
- Wir waren Freunde und sind uns fremd geworden. Aber das ist recht so und wir wollen's
uns nicht verhehlen und verdunkeln, als ob wir uns dessen zu schämen hätten. Wir sind zwei Schiffe, deren jedes sein Ziel und seine Bahn hat; wir können uns wohl kreuzen und ein Fest miteinander feiern, wie wir es gethan haben, - und dann lagen die braven Schiffe so ruhig in Einem Hafen und in Einer Sonne, dass es scheinen mochte, sie seien schon am Ziele und hätten Ein Ziel gehabt. Aber dann trieb uns die allmächtige Gewalt unserer Aufgabe wieder auseinander, in verschiedene Meere und Sonnenstriche und vielleicht sehen wir uns nie wieder, - vielleicht auch sehen wir uns wohl, aber erkennen uns nicht wieder: die verschiedenen Meere und Sonnen haben uns verändert! Dass wir uns fremd werden müssen, ist das Gesetz über uns: ebendadurch sollen wir uns auch ehrwürdiger erden! Ebendadurch soll der Gedanke an unsere ehemalige Freundschaft heiliger werden! Es giebt ahrscheinlich eine ungeheure unsichtbare Curve und Sternenbahn, in der unsere so verschiedenen
Strassen und Ziele als kleine Wegstrecken einbegriffen sein mögen, - erheben wir uns zu diesem Gedanken! Aber unser Leben ist zu kurz und unsere Sehkraft zu gering, als dass wir mehr als Freunde im Sinne jener erhabenen Möglichkeit sein könnten. - Und so wollen wir an unsere Sternen-Freundschaft glauben, selbst wenn wir einander Erden-Feinde sein müssten.

FW, 279 Opere = V-2.189

Amicizia stellare. - Eravamo amici e ci siamo diventati estranei: Ma è giusto e non vogliamo dissimularci e mettere in ombra questo come se dovessimo vergognarcene. Noi siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta e la sua rotta; possiamo benissimo incrociarci e celebrare una festa tra di noi, come abbiamo fatto - allora i due bravi vascelli se ne stavano così placidamente all'àncora in uno stesso porto e sotto uno stesso sole, che avevano tutta l'aria di essere già alla meta, una meta che era stata la stessa per tutti e due. Ma proprio allora l'onnipossente violenza del nostro compito ci spinse di nuovo l'uno lontano dall'altro, in diversi mari e zone di sole e forse non ci rivedremo mai - forse potrà anche darsi che ci si veda, ma senza riconoscersi: i diversi mari e i soli ci hanno mutati! Che ci dovessimo diventare estranei è la legge incombente su di noi: ma appunto per questo dobbiamo ispirarci una maggiore venerazione! Appunto per questo il pensiero della nostra trascorsa amicizia deve diventare più sacro! Esiste verosimilmente un'immensa invisibile curva e orbita siderale, in cui le nostre diverse curve e mete potrebbero essere intese quali esigui tratti di strada, innalziamoci a questo pensiero! Ma la nostra vita è troppo breve, troppo scarsa la nostra facoltà visiva per poter essere qualcosa di più che amici nel senso di quella elevata possibilità. E così vogliamo credere alla nostra amicizia stellare, anche se dovessimo essere terrestri nemici l'un l'altro.


Nel saggio Freundschaft di Ralph Waldo Emerson si trova uno spunto per l'aforisma "Sternen-Freundschaft" :

"Freundschaft", Versuche, Carl Meyer, Hannover 1858, BN pp. 159-161
" Ja, laßt uns selbst unsern liebsten Freunden lebewohl sagen und Sie zum kampf herausfordern, indem wir sagen: ' Wer seid ihr? Laß mich los: ich will nicht mehr abhänging sein.' Ach! Sichst du nicht, du mein Bruder, daß wir uns in dieser Weise nur trennen, um uns in einer andern schöner und edler wiederzufinden, und daß wir nur desto mehr einer dem andern angehören werden, je mehr wir uns selbst angehören? (…) An seltenen Tagen dämmern Ahnungen vor meinem geistigen Auge herauf, weite, entfernte. Ein Etwas in mir zwingt mich dann, daß ich mich ihnen ganz überlasse. (…)
Es würde mir zwar eine gewissermaßen häusliche Freude gewären, wenn ich dieses Suchen nach Sternen aufgäbe und herabstiege zu warmen Sympathien mit euch; aber dann weiß ich wohl, daß ich ewig trauern würde über das Verschwinden meines schönen Gottes. (…)
Wir wollen zusammenkommen, als bedürfe es des Kommens nicht mehr, wir wollen auseinandergehen, als gingen wir niemals ".

Ralph Waldo Emerson, Saggi, "Amicizia", Boringhieri
" Diciamo perfino addio ai nostri amici più cari, e sfidiamoli dicendo: 'Chi siete voi? Lasciatemi. Non sarò più dipendente'. Ah! non vedi, fratello, che così ci separiamo soltanto per incontrarci di nuovo in un modo più alto e più bello, e soltanto perché l'uno possa appartenere ancor più all'altro, dal momento che noi apparteniamo a noi stessi. (...) Nei grandi giorni, dei presentimenti volteggiano davanti a me nel firmamento. Io devo allora dedicarmi a loro (...)
Mi darebbe certo una gioia familiare abbandonare questa ricerca, questa spirituale astronomia o ricerca di stelle, e scendere giù alle calde simpatie con voi, ma allora io so bene che rimpiangerei per sempre lo svanire delle mie possenti divinità. (...)
Ci incontreremo come se non ci incontrassimo e ci separeremo come se non ci separassimo ".