LEGGERE NIETZSCHE
di Giuliano Campioni
SOMMARIO
I - DA LUCCA A WEIMAR. GLI ANNI DELL'APPRENDISTATO
1. La "preistoria" dell'edizione: una comunità di giovani.
2. La scuola "dura". L'educazione storica.
3. La "battaglia delle idee". Militanza politica e culturale.
4. Il "nichilismo positivo" di Nietzsche secondo Giorgio Colli.
5. L'"azione" Nietzsche per una cultura inattuale.
6. Le vicende italiane dell'edizione.
7. La "passione rabbiosa per la verità".
II - MAZZINO MONTINARI E IL MESTIERE DEL FILOLOGO
1. Una saggia radicalità.
2. Il "mestiere" di insegnante.
3. Un rapido curriculum.
4. Civis Veimarianensis.
5. Giornate all'Archivio.
6. La biblioteca e le letture di Nietzsche.
7. de Gruyter, editore scientifico.
8. "Glanz und Elend der philologischen Arbeit".
1. LA "PREISTORIA" DELL'EDIZIONE: UNA COMUNITÀ DI GIOVANI
Questo viaggio è il più importante avvenimento della mia vita, forse... Ti sono grato di aver avuto tu l'idea del viaggio a Weimar; non l'ho dimenticato. Faremo una grande edizione-traduzione di Nietzsche!
Così Mazzino Montinari conclude la sua prima lettera da Weimar nell'aprile del 1961 durante il breve soggiorno di ricognizione per esplorare le possibilità del lavoro sui manoscritti di Nietzsche. Con l'amico e maestro Giorgio Colli aveva progettato una traduzione italiana completa degli scritti del filosofo tedesco ma ambedue si erano accorti, già a questo livello, dell'impossibilità di utilizzare il Nachlaß e gli scritti dell'ultimo periodo così come si presentavano nella Großoktav-Ausgabe.
Nella lettera c'è l'emozione dell'incontro con i manoscritti e con l'ambiente di Weimar, la piena consapevolezza delle difficoltà da affrontare ma anche la volontà determinata verso una nuova edizione:
Caro Giorgio,
ho aspettato a scriverti per avere idee chiare e poter fare con te un bilancio di queste splendide giornate di lavoro e di entusiasmo.
Prima di tutto qualche notizia personale. Ho trovato qua delle persone molto gentili, non solo perché mi hanno messo a disposizione tutto il materiale dell'Archivio, che è conservato come sai in quello Goethe-Schiller, ma perché si sono preoccupate di farmi alloggiare molto meglio di come all'inizio io avevo fatto da me. Abito infatti nella villa... di Nietzsche! Da dove in questo momento ti scrivo. Ho per me una stanza magnifica, con veranda e panorama di Weimar da un lato e vista del giardino dove Nietzsche malato avrà passeggiato. C'è un gran silenzio qui. La villa è di stile "bayreuthiano"; ma, situata com'è in alto e un po' fuori di Weimar, è il posto ideale per lavorare. Ho provato una certa emozione, tutta mia, perché non comunicabile agli altri, la prima volta che ho preso tra le mani un ms. di Nietzsche e poi quando ho varcato la soglia di questa casa. Non importa se è scomparso tutto quello che lo riguarda; il posto è sacro lo stesso.
Credimi, da quando ho cominciato a lavorare (martedì, perché lunedì era festa); quasi soffro per la tensione e il desiderio di concludere e perché vedo che ci vorrebbe tanto tempo ancora. E quel che è meglio, sarebbe possibile fare tutto in modo serio, nuovo, definitivo .
Gli appunti, le note, le riflessioni, il carteggio da Weimar degli anni 61-70, dai soggiorni sempre più lunghi fino al trasferimento stabile dal 1965, danno la possibilità di ricostruire un momento essenziale del lavoro di Montinari in tutta la sua complessità e nelle sue motivazioni. Queste pagine sono un contributo alla ricostruzione della genesi e della storia dell'edizione Colli-Montinari, nella consapevolezza che i risultati di quest'ultima sono importanti non solo per una nuova lettura di Nietzsche ma anche per la comprensione di momenti centrali della cultura dell'Ottocento.
Nella prima parte di questo scritto voglio ripercorrere i momenti della formazione e il maturarsi della riflessione che Montinari, nel suo ascetismo di filologo, tenne spesso solo come saldi presupposti del suo quotidiano lavoro. Per questo ho cercato di offrire ampie testimonianze dirette e inedite che aiuteranno a conoscere meglio la figura di questo studioso.
L'edizione di Nietzsche nasce come parte di un'azione comune che affondava le sue radici in anni lontani. A Lucca, la piccola città della Toscana, dove Mazzino Montinari era nato il 4 aprile 1928, si trova, come egli più volte ha sottolineato, la "preistoria" dell'edizione: il giovane studente, nel 1942-43, in anticipo di due anni rispetto al corso regolare di studi, frequentava la prima classe del Liceo-ginnasio "N. Machiavelli" ed aveva professore di filosofia l'allora ventiseienne Giorgio Colli. Lì si formò un gruppo di amici e discepoli aggregati dalla personalità forte di Colli e dalla sua passione per la comunicazione orale. (continua...)
E' possibile effettuare il download della versione integrale del testo cliccando qui
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